Che tipo ti capo siete e/o avete?

leadership

Ciao a tutti,

lo schema sopra del grande Goleman è una sintesi perfetta per esercitarci. Nella  mia carriera ho incontrato molti capi commanding and pacesetting ahimè! Io mi sono sempre ispirata alla stile visionary e spero di esserci riuscita almeno in parte, e voi che mi raccontate? in cosa vi riconoscete o riconoscete il vs capo?

Autore: iosperiamochecolloquio

Sono una sognatrice passionaria. Da circa 15 anni mi occupo di risorse umane, specializzandomi nella gestione dei talenti e nelle selezioni, ho sempre lavorato per contesti multinazionali e amo tanto il mio lavoro. La scrittura è sempre stata una mia grande passione e alla soglia dei 40 anni ho deciso di scrivere un libro che raccontasse le emozioni che ho provato e provo ogni giorno nel mio lavoro, con lo scopo di aiutare i giovani e chiunque approcci il mondo dei colloqui di selezione ma anche il mondo delle risorse umane in generale. Ho sempre creduto che dietro ogni ruolo e lavoro ci debba essere una mission, e credo che nel mio caso la mia sia anche quella di mettere a disposizione degli altri la mia esperienza. Spero mi scriviate in tanti!

6 pensieri riguardo “Che tipo ti capo siete e/o avete?”

  1. Credo che la miglior cosa sia incontrare un capo, parola di per se’ negativa, preferisco parlare quindi di responsabile, che sia una commistione tra stile visionary e coaching. Nella mia breve esperienza una persona empatica, che ti stimola spingendoti anche fuori da zona di comfort non può che farti crescere… ma non sono tutti così…

    "Mi piace"

    1. Ciao Diletta, grazie per il commento! Bravissima il termine capo era una provocazione e tu l’hai colta. Nel linguaggio moderno si parla di leader e non di boss-capo, con questo designando una figura ben diversa nelle caratteristiche sostanziali. Anche responsabile, consentimi, è un po’ obsoleto, responsabili siamo tutti nelle nostre attività, valore che non dipende dalle gerarchie ma è un modo di approcciare il lavoro stesso. Di sicuro gli stili visionary e coaching sono l’humus perfetto per la valorizzazione e crescita delle persone ed entrambi possono essere messi in essere solo da leaders. Mi piace tanto la menzione che fai alla zona di confort, hai ragione anche qui per crescere, e aggiungo bene, è imprenscindibile uscire dalla zona di confort, doloroso ma necessario. Gestire cosi le risorse è di sicuro molto dispendioso e significa anche proiettarsi verso le risorse quanto più possibile, questo è un altro elemento che cozza con le personalità spesso egocentriche-simplythebest dei manager moderni, troppo incentrati su sé stessi per guardare il team, che ne pensi?

      "Mi piace"

      1. Penso che la zona di comfort sia “dolorosa” da superare e che sia quindi fondamentali essere accompagnati, è solo chi ha stima e crede nelle tue possibilità è’ in grado di sostenerti. La mia breve esperienza mi porta ancora ad utilizzare qualche termine obsoleto, mi fa piacere avere questi scambi anche per poter apprendere le terminologie più corrette.

        Piace a 1 persona

      2. Diletta grazie mille per questo interessantissimo scambio! la tua esperienza sarà anche breve ma direi che noti i dettagli giusti e ti poni le giuste domande. La zona di confort è dolorosissima da abbandonare e di sicuro l’aver affianco un mentore che ti fa vedere le tue risorse in modo che tu possa usarle appieno è valore aggiunto e non piccolo! Per quello che hai potuto osservare tu, che spiegazione ti sei data sul perché i capi tendono a non far sviluppare i loro collaboratori seppur ripetono come mantra slogan di management e leadership? e se pensi a te come capo quale stile di Goleman senti più in linea con le tue attitudini? grazie davvero un piacere chiacchierare con te!

        "Mi piace"

      3. Credo di dover ancora sviluppare tante competenze e conoscenze e accumulare tanta esperienza… se dovessi però immaginarmi all apice della carriera spero davvero di essere in grado di saper valutare e valorizzare le risorse che mi troverò a gestire…credo che per essere visionarye dare spazio alle persone si debba essere umili Emma allo stesso tempo sicuri di se’, non vive come minaccia ogni persona, cambiamento o novità… molto speso anche persone con esperienza,brava nel proprio settore teme di essere spodestato.. il mondo hr da questo punto di vista popola di esemplari seppur il centro della questione dovrebbe essere la persona..

        Piace a 1 persona

      4. Cara Diletta, partire con umiltà e rendersi conto che la strada è lunga prima di poter dire di avere imparato è di sicuro il modo giusto e migliore per approcciare una carriera in HR ( e non solo!) Solo umiltà e competenza fanno superare le paure che tu descrivi cosi bene e che sono nelle menti dei capi accentratori. Concordo che il mondo HR si è impoverito di visione e di intelligenza emotiva ma siamo qua per cambiarlo no? Tu, come dici sei giovanissima, quindi sarai un HR Director del futuro che contribuirà a migliorare il panorama HR. A breve parleremo di stagisti seguimi perché mi farebbe piacere avere tua opinione a riguardo!

        "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...